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ARRUGGINITI INGRANAGGI CEREBRALI«Vedo le cose migliori e le approvo, ma seguo le peggiori» PIOVEFuori ne sta buttando parecchia; e si sta dentro, qui davanti, come nelle classiche serate di freddo inverno, a dare il benvenuto all'autunno che porta con sè tutto ciò che di brutto ho vissuto l'anno scorso: freddo, pioggia, felpe, treno&autobus, aule, professori, nuovo anno.
Non che sia brutto passare da un anno all'altro, andare avanti nella vita, andare avanti nello studio, il brutto è notare che si passa da un anno all'altro, pensare allo scorrere del tempo, a non goderti tutto giorno per giorno, pianificare per i mesi successivi, pensare, un mio prof diceva "Qualcuno ti ha autorizzato a pensare?": è l'unico consiglio che ancora non ho seguito...
Oggi prima lezione del secondo anno...ecco appunto: vuol dire che è passato un anno da quando l'anno scorso mi preparavo frenetico e impaurito all'anno che sarebbe venuto e mi sembrava tanto lontano l'inizio di questo anno; invece ora ci sono, e di brutto, ormai ho imboccato l'autostrada e di incroci per girarti non ce ne stanno, quindi avanti così.
Niente di strano oggi, mi aspettavo più emozione, ma ormai mi calcolo uno esperto, uno che non si lascia travolgere dalle farfalle nello stomaco (più o meno), a parte una grande curiosità per le nuove cose da sapere, niente di che; ho rimesso la cartella che ho usato i primi giorni l'anno scorso, dovesse portar bene.
Insomma la pagina è girata, a fatica ma girata, troppo presto ma girata, ora si pedala, qualcuno mi ha già detto di non pensare alla vetta, ma di camminare e basta, lo farò, ma di tranquillità non se ne parla, ora c'è la salita e pure tosta e in più c'è qualcosa lasciato per strada da recuperare, il che non facilita niente; per andare bene bisogna buttare via tutto il resto, tutte le zavorre inutili, appesantiscono il cervello...ora a nanna...
FEELINGSSarà che staccare un pò la vista dei soliti orrendi palazzi, delle solite strade, dalle solite facce, serate, bar, feste, fa bene in generale e in ogni momento dell'anno; sarà che S. Valentino è il posto più rilassante che conosco, alberi giganti, silenzio totale da seminario, panorama fantastico, fresco venticello; sarà per le persone che incontro; saranno i motivi per cui mi ci ritrovo... sarà tutto questo ma ogni volta torno a casa con un grande carico di sensazioni.
Niente bambini da rincorrere o da richiamare, stavolta incontro per educatori; qualche volto nuovo e poi i soliti noti, solo due giorni ma pieni; niente telefono, niente tv, niente radio, niente gol, troppi pensieri, troppe cose da fare, e poi attività, cartelloni, scenette, apparecchia, sparecchia, vai su vai giù e in mezzo tante belle chiacchiere. Un fine settimana impegnato non in "che famo?stasera è sabato" o "chi prende la macchina?", ma in tutt'altro, e volevo, come l'ho sempre voluto, esserci, perchè mi fa bene in un modo spropositato, perchè quel carico di sensazioni mi rimane addosso per un bel pò e mi fa pensare, perchè vorrei che questo pensare mi facesse cambiare qualcosa nei giorni successivi (il che in verità non si avvera spesso), perchè mi piace, soprattutto mi piace chi c'è. Nessun dubbio: tutto quello che mi porto dietro è conseguenza dei momenti che divido per quei giorni con gli altri, stupendi, magnifici, gentili, unici.
Ed è proprio per questa compagnia che mi capita di cambiare: non so, davanti a loro mi libero d'un tratto di tutto e parlo, mi scateno, sto sempre in prima fila, sempre la battuta pronta, in mezzo tra il "pagliaccio" e il sapiente della situazione, mi apro con tutti...non so perchè. Mi viene da pensare che sia solo un metodo per stare al centro dell'attenzione ed essere notato, un modo per sentirmi voluto bene da tutti, sentir ridere quando scherzo, ascoltato quando espongo i miei dubbi, un modo per essere ricordato (ossessione perenne), ma poi sembra come se ricercassi qualcosa da loro, ma non è così...io sono così anche fuori, non sempre ma lo sono; è con gli amici di AC che "esagero" (ma in senso buono), che mi sento di fare tutto, di dire tutto, tanto sono tra loro, nessuno può farmi del male, ricevo solo tanto affetto, tante parole, tante buone intenzioni, e...ora a nanna... CHE DIRE?Che dire?
Ho passato gli ultimi cinque giorni a rincorrere e richiamare bambini da tutte le parti, a fare stand, a inventare attività, a fare escursioni, a sentire le loro chiacchiere infinite, le loro domande assurde, a sentirti importante quando ti si avvicinano e ti stringono la mano; sono stato bene. Ero in compagnia anche di altre persone bravissime la cui compagnia vorrei avere sempre durante l'anno perchè mi danno un certo-non-so-che che mi manca, che quando ce l'ho sto bene, un misto tra sicurezza in te stesso, felicità, sentirti grande e sentirti responsabile, una bella cosa insomma. Poi però finisce tutto, come al solito e ti ritrovi qui, solito posto, solita casa, solite persone, soliti stress, soliti pensieri, e l'unica sicurezza che hai è che domani è tempo di un nuovo esame...
Meno male che qualcosa succede in queste domeniche di fine estate in cui ti affacci dal balcone nel pieno del pomeriggio col sole a picco e vedi la classica atmosfera del pisolino domenicale, per cui tutto tace, tutto è immobile, mancano solo le balle di fieno che rotolano.
In effetti oggi non è accaduto niente di niente...solo l'inizio della nuova stagione di calcio, a dir poco surreale con quei meno quindici, meno undici, ecc, frutto di un'estate altrettanto surreale tra processi e scudetti a tavolino; solo la vittoria di un fenomeno come Valentino che a poche gare dalla fine si sta avvicinando sempre più all'ennesimo titolo; solo la vittoria di un altro fenomeno come Schumacher che praticamente da quando sono nato sento pronunciare, e che proprio oggi ha deciso il suo ritiro, sì proprio il ritiro definitivo alla fine di quest'anno.
E allora vai con i video e le foto su di lui, sulle sue vittorie, i ricordi, i poster in camera, perchè è un campione vero, di quelli rari, di quelli che sembra non finiscono mai e che invece finiscono e quando ci stai dentro pensi che ti mancheranno, ti mancherà il suo nome scritto perennemente in tv, i suoi cappelli, i suoi salti...
Poi ti desti per un secondo e ti accorgi che del libro che per domani devi portare ne hai fatto solo metà; e allora misa che è il momento di spegnere tutto, a Schumi ci pensi domattina quando compri il giornale, ora a nanna... NOI NON CI GUARDEREMO INDIETRO MAIQualche giorno in meno mi pare, un anno fa, in un caldo pomeriggio di fine Agosto, davanti un computer, a casa di Alessia, decidevo della mia vita.
Che botta quei giorni! Un mare di sensazioni mi avevano accompagnato per tutta l'estate; quando si era entrati nell'ultima settima di Agosto, si sono fatte tanto ma tanto grandi che proprio non riuscivo a vedere una via d'uscita: paura tanta paura. Poi d'un tratto, dopo aver condiviso quella paura con tutte le persone che mi erano accanto, ho intravisto un qualcosa, l'ho preso al volo senza pensarci quasi, convinto più che mai che fosse la strada giusta. Università dunque. Non che non mi piacesse, ma quella specie di fretta che mi aveva tanto intimorito, non mi ha fatto pensare a lungo sul da farsi, non mi ha fatto preparare ad eventuali pericoli, così catapultato in nuovo mondo in 5 giorni titubante come non mai mi incamminai.
Di solito ad una data importante come questa, ci si gira un attimo indietro e si vede quello che è stato percorso, così un pò per nostalgia, un pò per masochismo, per vedere le cose fatte, per pensare a quelle ancora da fare, per ricordare i primi momenti pieni di entusiasmo e curiosità e incertezza, per farsi venire un altro mucchio di nevrosi, per farsi venire altri mille dubbi, per capire cos'è che mi sta togliendo la passione dei primi tempi, per convincersi che in fondo va tutto bene. Ma non ho voglia di guardarmi indietro, troppi ricordi, troppi pensieri...e poi lo faccio già ogni giorno. DI RITORNO #2Ci penso, non ci penso, ci penso, non ci penso, dilemma senza fine.
Non ci dovrei pensare perchè se lo faccio mi fa male ed è quello che mi sono promesso di non fare durante tutti questi giorni di vacanza, ma poi quando sei a casa da solo steso sul divano, la città deserta, senza amici, le cicale che cantano, il più banale dei pensieri te lo fai per forza: l'estate sta finendo, cioè, vacanze finite, cioè, si ri-inizia a studiare.
Sono stato bene anche questi pochi giorni in Calabria da Giga, bel paese Praja, bella gente, bel mare, brutti i sassi, Ferragosto passato felicemente, tranne il viaggio tutto a posto; se non fosse appunto per questa cronica sensazione rompiballe che mi riempie di nervoso e di stress.
Torno e tutto mi si rigetta addosso, studio, libri, esami, lezioni... e tutto mi fa subito cancellare dalla mente i giorni passati in riva al mare al suono delle onde, o le sere in spiaggia o nel Viale con ragazze conosciute per gioco il giorno prima; e tutto svanisce subito, senza traccia, e mi ritrovo a svegliarmi presto la mattina per andare a comprare i libri da studiare.
In più non riesco a darmi pace perchè ancora una volta mi convinco che se non ho voglia di studiare, se non ho la passione che mi spinge a continuare, a buttarmi su pagine e parole anche se è ancora Agosto, tanto meglio tagliare tutto e via verso un nuovo e diverso futuro, ma poi mi manca il coraggio e anche il tempo di pensarci seriamente e così vado avanti, un pò per abitudine, un pò per pigrizia, continuando a ripetermi che non tutto è perduto e che va bene così, l'importante è che sono stato a Stintino e che sono abbronzato...! DI RITORNOMentre me ne stavo là dove stavo, il mondo è andato avanti per la sua strada e si è fatto i suoi brutti e dolorosi cavoli; a partire dal blog che mi ritrovo cambiatissimo, passando per il calcio-mercato, arrivando alle bombe che cadono, agli attentati sventati e a vite spezzate...
Spesso in questi anni, da quando ho cominciato a sentire notizie dal Medio-Oriente, non mi sono sentito molto coinvolto in questa perenne guerra, perchè tale è, non mi sono sentito parte della storia, perchè tale è, troppe le solite notizie che giungevano, troppe volte sentite, troppe volte ignorate, fossi un Americano non parlerei così lo so, ma quando erano coinvolti italiani, io c'ero, ero provato, ogni omicidio, ogni sequestro, ogni strage,provato per le famiglie, per gli amici, per i paesi, per gli abitanti, per i conoscenti...
Me l'ha detto stamattina mentre ero in macchina per Roma accompagnando Golo alla stazione, Gabriele dalla Sardegna, io non avevo fatto ancora in tempo ad accendere la tv: è stato un colpo: "Lo conoscevi quello di Monte che è morto a Gerusalemme?".."Chi?".."Noo".."Ma quello di scuola nostra".."Sì".."porca vaccaccia"...una vittima italiana di Monterotondo a Gerusalemme, nome e cognome e lo sconforto: ho passato i minuti successivi a ripensare alle volte che l'avevo visto, perchè lo conosco, so chi è, e poi come fai a non conoscere uno del tuo stesso paese.
Veniva, appunto, nel mio Liceo, ha fatto il dj per la festa di carnevale, il rappresentante d'Istituto mi sembra, e un paio di volte mi ha fatto da allenatore nella squadra dell'oratorio e mi ricordo distintamente le parole che mi disse una volta: "..ma tu sei forte che sega, io piuttosto.." parola più parola meno, però mi ricordo bene quegli istanti; visto e salutato in Passe, non ero certo il primo dei suoi pensieri, e lui non era il mio, non ci frequentavamo, forse neanche mi ricordava, ma ora che dappertutto leggo e sento il suo nome, vedo il suo viso, le foto, sento le notizie, ora che so che come me anche il resto dell'Italia è sconvolta, che anche il resto dell'Italia sta conoscendo il mio paese non certo per un bel motivo, sto male, sono strano, sto capendo davvero cosa vuol dire essere coinvolto, e come al solito cerco di ricordare, e di pensare se rimanere e non partire per assistere ai funerali...altro che Sardegna...
Nel frattempo sono stato lì.
Sardegna avevamo organizzato e Alghero è stato: gran bel posto, bel mare, belle spiagge, bella città, belle ragazze, bella vacanza, dieci giorni ma buoni, relax totale come nei migliori sogni d'inverno, la mattina sdraiato su una spiaggia morbida, il sole che ti scotta, il venticello che ti rinfresca, le onde del mare a due passi che ti cullano, poi il bagno in un'acqua dai tre colori, che come ti giravi vedevi uno spettacolo di panorama, poi le partite a racchettoni fino a farsi male, poi ancora il bagno, poi ancora il sole delle sette quello che non scotta ma che per i pisolini è l'ideale, poi in campeggio, una doccia e via per il centro della città molto caratteristico, il porto, la muraglia, le focacce ripiene, i cornetti fritti, il mirto, tutto fantastico.
Al solito, però, tutto è stato condito dalla solita, inutile, odiosa, sensazione di fine, di ultimo, di "l'estate sta finendo", che ogni giorno cercavo di mandar via, cercavo di non pensare e di non provare perchè non ha senso, perchè ogni anno è la stessa storia, perchè vorrei che ci fosse distacco tra giorni i fatica e giorni di riposo meritato, tra giorni di ferie e giorni a casa, e invece ora che sono a casa mi sembra di non aver fatto le ferie perchè in ferie pensavo già a quando sarei stato a casa...oltre questo, Ciao Framma. BUONANOTTEA quest'ora la maggior parte starà dimenandosi tra lenzuola e cuscini troppo caldi, qualcuno starà riflettendo seduto sul terrazzo di casa con le luci della città sullo sfondo, qualcun altro starà scrivendo gli ultimi sdolcinati messaggi di buonanotte alla sua lei, qualcun altro starà impazzendo davanti al blog dell'amata che non ricambia... io sto di nuovo qui su questi tasti e davanti a questo muro, perchè ne sento bisogno.
In teoria mi verrebbe da sfogare tutto quello che sto pensando da molto molto tempo riguardo un amico, un caro amico, sul fatto che si sta allontanando sempre più, che da molto molto tempo a questa parte mi e ci (gli altri amici) calcola meno di niente, che pensa solo alla sua lei, che in teoria lui non fa quello che dice lei, ma poi lo trovi in giro a spingere il passeggino del fratello di lei, che lo chiami ogni sera, ma ogni sera è occupato per fare una cosa tranquilla con la sua lei, che le rare volte che lo incontri parlandoci ti accorgi che quello che c'era prima è ormai sepolto, che mi dispiace tanto dire queste cose, ma l'impressione, seppur smentita, è questa, a volte anche confermata dall'evidenza, che vorrei tanto dirgli tutto davanti, ma poi non ci riesco perchè in fondo gli credo, che dovrò affrontarci una vacanza insieme e quasi quasi non me ne va, che vorrei dimostrasse davvero che non è cambiato niente ed è tutto come prima, che la sua lei non lo ha cambiato, che vorrei che i problemi che ha con la sua lei li risolvesse una volta per tutte, perchè è anche colpa di questi se sta così, che venisse pure lui a parlare...ma solo in teoria...
In pratica mi preme solo scrivere, stare qui appicicoso, in questi giorni di caldo, conditi da un pò di pioggia e fulmini, in questi giorni di preparativi perchè la vacanza non è più saltata, si parte davvero (Sardegna quest'anno), di dolce far niente, di sbrago più totale, di birre e feste con gli amici (quelli rimasti), di serate a Roma, è la stessa solfa lo so, ma a me preme solo scrivere... SERE D'ESTATEE' passato l'entusiasmo e il delirio post vittoria mondiale, è passata l'arrabbiatura e la delusione dei mancati festeggiamenti a Roma insieme a milioni di persone, sono passati i giorni trascorsi a rivedere e risentire immagini e suoni di quei momenti, è passato l'ultimo esame e annesso stress, è finita la scuola, è estate piena, è pacchia piena...!
E' la parte d'estate migliore questa, è ancora l'inizio, ma inizio inoltrato, non quella di Giugno che passi imbrigliato tra esami e interrogazioni, ma quella della prima metà di Luglio, in cui fa caldo caldissimo, che in teoria stai preparandoti per le vacanze ma solo in teoria, quella che per strada c'è ancora un pò di gente, quella che la sera ti addormenti dopo ore passate a trovare una posizione comoda e fresca, quella che ti alzi la mattina sudatissimo, ma benissimo perchè è mezzogiorno, quella che dopo pranzo ci sta tutto un pisolino col ventilatore a palla addosso, quella che esci e vedi la gente in canottiera, quella che praticamente ogni sera trovi feste, concerti e spettacoli vari, quelle che la sera quando c'è la luna piena tu stai in terrazza, col venticello che ti rinfresca, da bere e poi entri accendi la luce e ti metti al computer, magari chatti un pò, è ora di dormire ma non ti va, tanto domattina chi ti strilla.
E' così sono adesso, al computer, in pigiama e canottiera, finestra aperta, venticello, lucina accesa, alla radio quelle canzoni giuste giuste da sera d'estate, un pò dance, un pò lente, a scrivere, così...di questi giorni, degli esami ormai passati, di quelli che ti aspettano a Settembre, che c'è ancora tutto Agosto da goderti, a che cosa fare domani, che oggi preso da un raptus ho messo in ordine tutti i cassetti della scrivania trovandoci tutto ciò che può stimolarti un ricordo, foto, fogli, appunti, lettere d'amore, che c'ho caldo, che è saltata la vacanza, che in teoria dovresti già preoccuparti perchè le giornate si stanno riaccorciando, il sole alle 9 già non c'è più, che fra tre mesi ci saranno di nuovo queste serate, ma chiuso al caldo dentro casa, con la sciarpa, il pigiama pesante, le mani congelate e la sveglia la mattina, ma chissene frega; adesso sto qua al caldo, e me lo godo...vado a chiudere la finestra...! CAM-PIO-NI!!Quanto tempo impiegherà il pallone calciato dal dischetto del rigore a raggiungere la rete? Mezzo, un secondo? E’ stato tantissimo, è stato dolorosissimo, è stato bellissimo, è stato stupendo, è stato magnifico, è stato grandioso, è stato storico, è stato magico! Un secondo per diventare CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! Ho trovato solo ora il tempo di scrivere qualcosa, ieri troppo impegnato a riprendermi dai festeggiamenti (a dir la verità purtroppo ridotti) e a seguire l’arrivo dell’Italia a Roma e tutto il suo cammino e la sua festa tra milioni di tifosi, ma non cambia niente: realizzare cosa è successo, capire che l’Italia, dall’ultima goccia degli oceani fino all’ultimo granello dei deserti, è la squadra più forte del pianeta, è difficile anche due giorni dopo… ma l’importante è che è TUTTO VERO! Ho dovuto accettare di rinchiudermi a casa di Veronica per questa storica Finale (discreto rustico, discreto televisore) con i soliti amici e quello va bene, ma incavolato nero, con la mia mente che viaggiava nella bolgia di Circo Massimo e io che invece mi ritrovavo a girare e rigirare per quel salotto in cerca di una dannata posizione comoda per seguirmi quei 90 minuti magici; così alla fine da una parte cercavo di farmi andare bene il posto in cui stavo, dall’altra soffrivo come un cane per la partita… Neanche il tempo di sederci dopo l’Inno, che subito un milione di vaffa all’arbitro per il rigore inesistente, e un altro milione di vaffa a Zidane per averlo battuto col “cucchiaio”: straniti e terrorizzati eravamo sotto per la prima volta in questo Mondiale, sensazione brutta brutta brutta; un po’ di partita e poi quell’immenso stacco del “Solito Matrix” ci riporta in gara (festeggiato da solo dietro il divano mentre baci e abbracci lì davanti). Poi sofferenza continua, traverse, azioni, punizioni, Totti che non convince, Lippi che spreca due cambi al 60esimo, per giunta uno è Iaquinta, Toni stanco, ultimi 10 minuti un assalto loro, cuore a tremila, mazzata finale entra Trezeguet, paura paura paura; poi i supplementari, cuore a diecimila. Poi i rigori: che palle, no i rigori no, non ce la faccio, io non li guardo, io qui, io lì: telecamera accesa su di noi per le reazioni (bellissime tra l’altro), comincia la lotteria: a ogni segnatura nostra come un gol fatto in partita, esultanza massima, a ogni segnatura loro tutti zitti, parolacce e insulti annessi; poi sbaglia proprio quello che ci aveva dato una mazzata sei anni fa (e ce lo eravamo pure portati a giocare da noi), sbaglia sì sbaglia, traversa e palla oltre la riga, ma da questa parte: sììììì, sììììì, diti medi verso la tele, vaffa, vaffa e vaffa; poi altre 4 reti, e io che non mi accorgo che se facevamo il prossimo avevamo vinto, e io che non mi accorgo che se Grosso segnava quello stupido rigore avevamo vinto la Finale della Coppa del Mondo, e io che non mi accorgo che bastava che passasse quel bastardo secondo ed eravamo Campioni del Mondo, e quando non mi accorgo delle cose mi rode, perché mi devo preparare alle conseguenze, devo capire, devo ricordare, e GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLLLLLL Accovacciato su ma stesso, quel secondo mi ha travolto, insieme alle urla della tele, del telecronista, di tutti gli altri, della gente di fuori, del cane che abbaiava, e non mi è venuto altro che buttarmi a terra, mani sul viso e ripetermi 4 volte Campioni del Mondo da solo, mentre tutti mi passavano sopra, qualcuno mi schiaccia, qualcuno mi chiama, ma io lì tra me e me a piangere un pochino, sì un pochino sì… E’ finita, e’ finita, è finita, è finita! Era finita davvero ma nel migliore dei modi, e subito tutti a dipingersi le facce, a scrivere il numero 4 sul petto, a legarsi bandiere addosso e io a riprendere…perché sì, perché abbiamo vinto! E poi tutti insieme a vedere la cerimonia, e quella non nuova sensazione che ti prende e ti fa rizzare tutti i peli che c’hai, brividi insomma, tanti, tantissimissimissimi: per la prima volta vedevo alzare la Coppa del Mondo dalla mia Nazionale, dall’Italia, per la prima volta ho assistito all’esperienza sportiva più bella che esista, ho pianto, ho abbracciato, ho urlato, ho saltato, ho cantato… E poi tutti insieme in Passe, come al solito, come da un mese a questa parte, soliti camion, soliti tir, soliti cori, solite urla, solite spinte, solito tutto ma era come se non lo fosse perché Campioni del Mondo nessuno c’era mai stato… e avrei voluto partire, andare lì dove da 3 ore viaggiava il mio cervello, lì nel posto più caldo e più vicino che avevamo, Roma, Circo Massimo, sì partire, andare, anche imbottigliati nel traffico, perché se non lo fai adesso quando lo fai, e tornare a casa magari con qualche livido, segno che ti sei buttato dentro le fontane, che hai fatto a spintoni, che hai sbandierato vicino a centinaia di migliaia di persone, che hai urlato insieme ai tuoi connazionali…. E invece mi ritrovo a vedere tutto questo alle tele, e mi rode, mi rode, perché non siamo potuti partire solo perché ci siamo persi in mezzo alla folla e non ci siamo riusciti a rintracciare, e ogni volta rosico per tutti quelli che hanno festeggiato in piazza nelle città più belle d’Italia e io che sono andato da solo come un poveraccio a riprendere la mia macchina parcheggiata chissà dove… ma in fondo anche se io per vivere una cosa devo sentirmi pienamente soddisfatto di quello che ho fatto (e in questo caso non lo sono molto), non mi sono fatto sorpassare da questi pensieri, da questo rodimento, perché ho festeggiato uguale, perché sono soddisfatto uguale, perché ho passato ore storiche, magiche, stupende, perché non so più che dire…
CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! QUESTE OREDevo per forza fare uno strappo alla regola e scrivere qualcosa prima della partita, scrivere un prologo alla pagina #7.
Voglio ricordare queste ore che precedono una Finale di Coppa del Mondo, queste ore di attesa, queste ore degli ultimi preparativi, queste ore passate davanti alla tv a vedere e rivedere immagini già vissute, a vedere la gente riempire le piazze più importanti (e più le vedo più mi rode da matti perchè avrei tanto voluto esserci...), queste ore in cui mi rode anche per il posto scelto ma in fondo va bene così, queste ore di bandiere, di trombette, di frenesia, queste ore in cui mi vengono in mente mille cose da fare o da poter fare, ma alla fine l'unica che mi riesce è dormire, queste ore in cui tutto il mondo è in fibrillazione e vorrei sapere ora cosa starà facendo quell'amica mia francese, queste ore in cui ricado in quel tremendo errore di sforzarmi ad emozionarmi per sentire impresso bene questo momento, ma che invece devo lasciare fluire per viverlo appieno, queste ore di un anno fa erano le prime da maturato, da chi aveva appena fatto gli orali di maturità, queste ore che vorrei si concludessero come la sera di un anno fa festeggiando alla grande, queste ore magiche, queste ore storiche, queste ore sofferte, queste ore...e basta...
Forza Ragazzi! FRATELLI D'ITALIA #6Martedì 4 Luglio 2006. Non mi frega niente che lo dicono tutti, ma è una data storica! Non ho lo più pallida idea di che ora fosse, seduto su una sedia bianca di plastica nel cortile di casa di Luigi, televisore a 1 metro, bandiera tricolore in testa a mo di bandana, telecamera in mano, amici intorno, tensione intorno, inno a squarciagola: emozioni e brividi…
E’ inutile, non trovo altre parole per descrivere quello che sto provando in queste serate, in questo straziante ma piacevole alternarsi di sofferenza e gioia, non trovo altre parole per descrivere quello che mi sento dentro e fuori e sulla pelle quando il pallone gonfia la rete, non trovo altre parole per descrivere come ieri sera ho goduto di nuovo come un riccio… Si era detto tutto sulla più classica delle semifinali contro la Germania: le varie coincidenze positive, quelle negative, i precedenti, lo stadio, gli avversari, gli allenatori, le critiche, gli sfottò, mancava la partita!
Come da copione solita lunga e atroce angoscia, coperta solo dall’enorme gioia di tifare per una semifinale mondiale. Appunto seduto su una sedia bianca ho sofferto di nuovo a casa di Luigi: nei 90 minuti qualche sobbalzo, molti strilli, molti vaffa e pezzo di a Ballack e Lehmann, tanti suoni di trombetta alla gara perfetta di Cannavaro e Buffon... Poi i supplementari, ancora ricordi che affiorano, anni di vita persi a ogni tiro loro, poi i due legni nostri, quanti “noooooo”, quanti “che sfiga di merda”… e il tempo scorreva, bastardo come sempre. Confesso che ai rigori non ci avevo pensato, davvero, non so doveva succedere qualcosa anche da parte loro… invece è successo da parte nostra… per questo ho deciso di accendere la telecamera per riprendere gli ultimi cinque minuti del supplementare, i decisivi. Naturalmente io ho guardato la tv, cosa riprendesse la camera non lo sapevo, e nella tv ho visto un tiro di Pirlo parato in calcio d’angolo, battuto, fuori, Pirlo prende palla, finta mette in mezzo, Grosso tira, la ripresa della tv si sposta, e quella rete che si gonfia… GOOOOOOOOOOOOOOOOL!
Mammamia che spettacolo! Tutti in piedi, salti, spinte, abbracci, baci, magliette che si strappano, piedi che si calpestano, gomitate dappertutto, casino assoluto, trombe, posate, telecamera in alto, spruzzi d’acqua, fracasso da paura; di là avevano già ricominciato e quando ce ne siamo accorti è stato al momento del recupero di Cannavaro, palla a Totti, lancio per Gila che tiene, che vede Del Piero, che avanza, tira, sembrava alto, poi ancora quella rete gonfia… GOOOOOOOOOOOOOOOOL!
Mammamia che spettacolo! Eravamo ancora lì tutti in piedi, ci siamo rimasti, ancora a spingerci, a uscire per strada e urlare, a finire le trombette, a prendere a parolacce ancora di più ogni inquadratura tedesca, a urlare come matti, a godere come ricci! Non ci siamo neanche accorti che al momento del gol è finita la partita, l’abbiamo capito vedendo quei rosiconi dei tedeschi tutti mosci, lì a consolarsi…Ah Ah.. Sì Sì ridiamo, ridiamo e festeggiamo: siamo in Finale! E la telecamera ha ripreso tutto…
E dopo? E dopo in cammino verso la Passeggiata. Siamo partiti tutti, che spettacolo! Mille macchine incolonnate, mille clacson, mille bandiere, mille cori, tutto bloccato, con camion, con tir, con moto, con macchine, tutti a passare sotto un’enorme tricolore a Piazza Roma, tra 2 grandi ali di folla, e ancora bandiere e bandiere e cori e urla e… come l’epica semifinale di 36 anni fa, come l’epica finale di 24 anni fa, ma io lì non c’ero, ora sì…ora sono cosciente, ora sono presente, ora capisco che significa essere in una Finale del Campionato del Mondo di Calcio, sotto a chi tocca ora… Chiudete le valigie, si va a Berlino! Forza Ragazzi! FRATELLI D'ITALIA #5Forse non mi rendo conto, anzi non mi rendo conto, senza forse...
Notte magica ieri!
Era cominciata maluccio perchè dopo essere andato a prendere le pizze sono rimasto dieci minuti a vagare per strada in cerca del parcheggio: giusto il tempo di sentire strilli e trombe dappertutto al gol di Zambrotta...rosicamento assurdo, se c'è una cosa che odio è arrivare in ritardo, per giunta alle partite.
Poi è andata da favola.
Tutti a casa di Luigi A. stavolta, sempre gli stessi, tutti insieme, televisore piccolo, ma bel divano. L'esatto contrario della scorsa partita, grande gioco, grandi giocatori, grandi azioni, grandi gol, grandi tifosi, grandi tutti!
Pronti via subito Zambro a segno, appunto, gran gol e Ucraina già sotto (originale viverlo in macchina); qualche loro azione, ma ieri sera Cannavaro e Buffon hanno salvato l'impossibile anche a suon di capocciate sui pali.
Secondo tempo, ritorna un grande Totti, assist per Toni: mammamia, giù dai divani e tutti sieme abbracciati a spingersi in 2 metri di spazio tra il divano e la tele; partita chiusa. Dieci minuti dopo l'ennesima discesa di Zambro, cross e Toni fa doppietta: mammamia che robbba! Tutti insieme con quella mano vicino all'orecchio: che goduria!
A volte mi domando che diranno mai i telecronisti al momento del gol, non li ho mai sentiti...
"Chiudete le valigie, si va a Dortmund".
E' questo quello di cui non mi rendo conto: siamo in semifinale cavolo, tra le 4 più forti del mondo, non ero mai stato così in alto, nel 94 non sapevo neanche cosa fosse un mondiale, ma ora sì, ora sì. Sarà che appena viste le possibili sfidanti agli ottavi e ai quarti ero convinto che ce l'avremmo fatta, che la prospettiva di una sconfitta e quindi di una eliminazione neanche nell'anticamera del cervello ce l'avevo, sarà che già davo tutto per fatto. Ma ora è tutto fatto! Ora viene il bello, ora ci si emoziona davvero, ora tornano vecchi e gloriosi ricordi, ora dobbiamo crederci, ora dobbiamo tifare!
Li sto vivendo a pieno questi Mondiali e non voglio lasciare perso neanche un secondo di quanto vivo, vedo e sento tra tv, giornali, radio, internet e quant'altro. Qualunque cosa la sto scrivendo, memorizzando, imprimendo...perchè sono i Mondiali, perchè voglio ricordare, perchè sono arrivato a pagina #5 e voglio andare avanti... Forza Ragazzi! FRATELLI D'ITALIA #4Grande, grandissima, grandissimissima sofferenza ieri.
Per il caldo, per la stanchezza post-seggi (tra le altre cose mi sono fatto due giorni di referendum...niente a che vedere con Aprile), perchè ad un certo momento della partita ho cominciato a ricordare maledette immagini coreane di quattro anni fa e ho cominciato a pensare male, malissimo, malissimissimo...
Di nuovo a casa di Fabio, davanti al maxi-schermo, ancora tutti insieme sul divano, con videocamera annessa per riprendere i successivi caroselli di macchine e di bandiere in giro per la città. Sì perchè ero sicuro che saremmo passati, che non ci sarebbero stati problemi, era l'Australia, i socceroos...
E infatti l'inizio è da favola: bel gioco, diverse occasioni, mancate sì, ma di buon auspicio; poi in pochi minuti il solito disastro, Materazzi espulso, Pirlo che non corre, Del Piero che non gioca, Lippi che non ci capisce più nulla con le sostituzioni: paura, tanta tanta paura. E poi giù dai divani, urlando per il rigore! Non l'avevamo ancora segnato, ma era già segnato.
Quando ci vuole ci vuole: grazie Totti! E' un fenomeno e l'ho sempre sostenuto pure essendo dell'altra sponda del Tevere, e ieri l'ha dimostrato. Ma ora calma è un femomeno perchè è Totti non perchè gioca nella Roma...
Ora andiamo avanti per merito suo, se ieri ho goduto è per merito suo, se ho urlato invece che piangere è per merito suo, se ho avuto brividi è per merito suo.
Ma alla fine ha vinto l'Italia, siamo ai quarti, questo conta; niente polemiche, niente domande su titolari, su panchinari, tifiamo e basta cavolo... Forza Ragazzi!
FRATELLI D'ITALIA #3Che goduria temenda!
Altra partita ieri, altra grande giornata ieri!
Siamo riusciti a comportarci da vero squadrone: senza aver giocato una partita entusiasmante, abbiamo stracciato ed eliminato un altro squadrone: 2-0 ai Ceki... "pia e porta a casa"! Grandi, grandi, grandi!
Solo noi italiani riusciamo a far coincidere nello stesso giorno la partita più importante del Mondiale con l'esito dei giudizi sul più grande scandalo di tutti i tempi, solo noi potevamo rovinarci la vita così...e invece tutto dietro le spalle e si va avanti!
Tutti a casa di Giga, pochi ma buoni, solito inno cantato insieme, solite urla, soliti insulti alle baggianate di Camoranesi e Totti, soliti insulti all'entrata di Materazzi, soliti insulti al momento del gol da parte di quello che, contro tutti (perchè dell'Inter), aveva creduto a Matrix, soliti insulti a Inzaghi per non aver passato quel pallone, ma va benissimo così..
Baci e abbracci, viennetta per tutti e poi tutti in strada, cappotte abbassata, bandiera di fuori a far caroselli mischiati a mille altri tricolori al vento; a festeggiare sì, anche se solo il passaggio agli ottavi, ma se non lo fai adesso quando lo fai fra 4 anni? E allora va da via lcù a tutti quelli che rompevano e criticavano, ma pensa ad essere felice, e a pensare in grande, ormai è d'obbligo...!
Forza Ragazzi! FRATELLI D'ITALIA #2Colpito da un lampo di genio, mi sono detto: non posso lasciare isolato il mio precedente post sui mondiali! Devo continuare, devo commentare, devo ricordare...eccomi.
Ieri partita con gli Stati Uniti.
Solita serata tutti insieme, a casa di Fabio P., stavolta più stretti su 2 divani incollati su un classico televisore da salone. Non so cos'era, ma già dall'inizio mi sembrava tutto così...così...strano.
Non so descrivere, sarà stato che giocavamo contro una nazione a cui, a livello extra-calcistico, siamo molto legati e dipendenti, sarà che in teoria il soccer americano fa schifo e quindi li abbiamo sottovalutati, saranno stati i commenti pre-gara con similitudini poco felici; fatto sta che dopo un pò Gila ci fa felici tutti, mega esultanza, birre che schizzano e vaffa a tutti! Meno male, andiamo tranquilli e possiamo passare subito come già hanno fatto le squadre più blasonate.
Un cavolo invece. Autogol nostro, uno a uno. Capita? Se fosse il solo sì, peccato che tempo pochi minuti espulsione per noi, poi per loro e infortunio per noi. Insomma un caos.
Dovevamo approfittare della superiorità numerica, e non solo, invece siamo l'Italia, se non ci complichiamo tutto non è bello. Sì sì, le scusanti c'erano, ma niente convinzione, niente grinta, niente orgoglio...altro che quello scritto sull'autobus...
Siamo sempre primi, ma ora è diventato il girone più indeciso di tutti...poi tornano alla mente vecchi ricordi, soprattutto orientali...io ci credo però...Forza Ragazzi! FRATELLI D'ITALIAAncora emozioni, ancora brividi...
Argomento? Il Mondiale, mi pare logico.
Grande serata ieri: tutti insieme a casa di Fabio, per terra e sui divani, occhi sul maxi-schermo, bandiere e trombetta pronte, patatine e birra, biliardo tra primo e secondo tempo, urla, strilli, parolacce e brividi...quelli dell'inno; non c'è niente da fare l'inno è sempre l'inno, tutti abbracciati, in contemporanea a chissà quanti altri milioni di italiani, abbiamo cantato orgogliosi ed emozionati!
Al diavolo problemi universitari, tempo che scorre, esami che non vanno, appelli che scompaiono, estate che avanza, anni che passano, litigi con amici, al diavolo tutto...
Il bello è insultarsi per le diverse opinioni sulla formazione, sui giocatori, sui passaggi, sulle posizioni in campo, sulla panchina, sul modulo, e subito dopo esultare a squarciagola tutti insieme; o svegliarsi presto la mattina per andare a comprare il giornale da conservare con cura insieme a quelli di 2 o 4 anni fa.
Il bello è emozionarsi e godere come un matto di fronte a un prato verde e 22 tizi che rincorrono un pallone...sì certo, ci sono tutte le cose negative attorno, ma il Mondiale ti riporta ai tempi di Pablito, di Tardelli, di Zoff, di Baggio, delle magliette dall'1 all'11, delle bandiere fuori dalle finestre, dei megaschermo in giro per la città, di "Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo..."... spettacolare! FUGIT INREPARABILE TEMPUSStamattattina ripensavo al giorno 20-02-2002 in cui, colpito da quella coincidenza, scrissi su di un foglio tutte le strane date che ci sarebbero state da quell'anno in poi: tra quelle che pensai c'era anche quella di oggi 06-06-06.
No, nessuna parola sul numero della bestia, Apocalisse di Giovanni, fine del mondo e svariate e fantomatiche previsioni, al massimo mi interessa la coincidenza dei numeri, ma non tutto quello che c'è di falsato intorno; al massimo interessa di come da quel febbraio siano passati già molti anni, di come siano cambiate molte cose, di come Virgilio (vedi titolo) aveva ragione.
Scopro l'acqua calda se dico che il tempo vola, ma quando non si ha un lavoro, non si ha una ragazza, non si fa sport e si studia soltanto, il tempo che vola non lo senti per niente e quando te ne accorgi è troppo tardi.
A me poi sto fatto dà uno sconforto unico: sono rimasto ancora a Marzo, ai cappotti, alle sciarpe, ai termosifoni, e tutto ad un tratto mi sono ritrovato a dormire in canottiera. Cosa ho fatto nel frattempo?
Contavo i giorni che mancavano all'esame successivo, soprattutto all'ultimo.. praticamente tempo perso.
Questo mi dà sconforto, non aver fatto nulla, siamo a Giugno e sto pensando agli esami di inizio Luglio e quando arriverò a Luglio a quanti giorni di vacanza mi rimangono, e a fine vacanza, a quanti giorni dall'esame più vicino, e a quel punto quanti giorni a Natale...e così via..è facile no?
Non chiamatelo pessimismo, non chiamatelo fatte meno castelli de carte, non è questo, però ci penso...cazzo se ci penso... MA MI FACCIANO IL PIACEREIn teoria sarebbe tempo di bilanci, di tirare le somme, di fare un resoconto di queste 2 tonde decadi appena trascorse, di capire a che kilometro siamo, dove dobbiamo arrivare, con che cosa stiamo andando, se la strada è quella giusta, insomma cose del genere...ma non mi va. Mi stressa farlo.
Poi magari escono cose negative, intoppi, strade sbagliate...
Meglio andare avanti, vedere quasi mai al passato, un pochetto al futuro e molto al presente. Ecco il presente. 2 Giugno.
Mio nonno direbbe: "Si stava meglio quando si stava peggio". E c'avrebbe ragione.
Ma neanche sul 2 Giugno riescono a mettersi d'accordo? Neanche su un giorno così fondamentale, così centrale per tutti noi, così italiano...polemiche contro la guerra, manifestazioni pro pace e pro abolizione della parata militare...ma che pagliacciate sono?
Come si fa a polemizzare pure oggi, oggi che dovremmo sentirci una Nazione, con tutte le città a festeggiare, uniti nel nome di un Paese, cosa facciamo? Ci sdraiamo per terra sulle bandiere della Pace in giro per Roma e facciamo scoppiare bombe davanti alle caserme dei Carabinieri.
Nessuno mette in discussione che la Pace sia migliore, che si vivrebbe meglio, che basta con i carri armati, fucili e cannoni, che basta con vite innocenti sprecate; ma cosa c'entra il 2 Giugno? Cosa c'entra la parata? Tutto passa in secondo piano oggi, la parata è segno di unità, è segno di protezione della Patria, è segno di esistenza ancora di amore per il proprio Paese: oggi è festa Nazionale, di tutti, non dei guerrafondai o dei repubblicani, oggi è festa di tutti... TANTI AUGURI A MEEEEE!!!!!20 anni, 240 mesi, 7300 giorni, 172800 ore:
Secondo giro di boa completato..!
TANTI AUGURI A ME,
TANTI AUGURI A ME,
TANTI AUGURI A ME,
TANTI AUGURI A ME
E LA TORTA SEMPRE A ME!
ALL I NEED IS LOVE #2Non voglio dare la dimostrazione di aver studiato qualcosa in questi mesi, voglio solo usare una similitudine molto azzeccata per spiegare come stanno le cose.
Nel mondo, tutti sanno, che esistono gli abusatori di sostanze stupefacenti, o tossicomani, o drogati, insomma quelli là; ma forse tutti non sanno cosa gli succede. Io sì.
In poche parole il fatto è questo: quando un tizio si droga per lungo tempo, il suo corpo sviluppa la cosiddetta tolleranza, cioè che più va avanti a farsi le pere, più ogni volta che se le fa gli servono dosi più alte affinchè gli salga la pezza.
Mettiamo il caso che un giorno questo tizio non può farsi una pera; in quel giorno il tizio soffre di sintomi d'astinenza, cioè il non farsi le pere lo fa star male, ma male male perchè il corpo è ormai abituato a ricevere la sostanza, non a non riceverla.
Mettiamo ancora il caso che il tizio riesce grazie a cure, terapie, centri specialistici, a smettere di farsi le pere, bellissima cosa: non deve più rischiare di farsi beccare dalle guardie, non deve più andare dai suoi spacciatori di fiducia, non deve più stare male dopo una dose, non sta distrutto su una panchina con trenta siringhe per terra, insomma una nuova vita.
Un bel giorno di questa nuova vita però passeggiando allegramente per il parco questo tizio vede a terra delle siringhe, oppure a casa vede sua madre cucire con l'ago, oppure vede qualcuno pungersi con qualcosa. Cosa succede?
Succede che questi episodi, anche chiamati stimoli associati, fanno tornare e intensificare in lui i sintomi d'astinenza di cui soffriva prima con annesse conseguenze di cui sopra.
Io sono un drogato, ma non di sostanze, di una ragazza.
Meglio, io sono stato un drogato di questa ragazza, uno di quelli che ci andava giù pesante; però con il tempo sono riuscito a farmi una nuova vita, non ho più bisogno di assumere dosi sempre più alte di lei per stare bene, di vederla e sentirla tutti i giorni, non ho bisogno di fare pazzie, di stare male, di piangere, di disperarmi, di rosicare, di starle accanto: sono riuscito a smettere, ho superato i sintomi d'astinenza, ho una nuova vita.
Il problema è che proprio come i drogati quando incontro gli stimoli associati sto male, ma male male. Leggi cioè che quando la rivedo, magari in giro così per caso, o a feste, o a cene, soffro, mi dispero e mi viene voglia di riassumerla, di tornare come prima. In quei momenti non capisci niente, lei appare nel suo splendore e i tuoi occhi si indirizzano automaticamente su di lei, sul suo sorriso, sui suoi capelli, e ti tornano alla mente l'odore, il suono della voce, il bianco dei suoi denti, il piacere di sentirla, di vederla, e ti prende una voglia matta di rifarti una, ma che dico, dieci, cento, mille dosi...
Come capisco i tossicomani io non li capisce nessuno... CHE SCHIFONon so come è stato possibile, ma sono riuscito a superare e buttarmi dietro il 17Maggio, giorno del mio primo esame orale.
Le sensazioni sono state le stesse di quelle scolastiche: aspettare frenetico sul banco mentre vedi gli altri morire immolati sulla cattedra, ascoltare le domande del "boia" per capire se sono tra quelle cui sai rispondere, rivedere le ultime cose che non ti saresti ricordato mai e, infine, sentire il tuo nome risuonare nell'aria; come a scuola. Appunto.
E' stato proprio come le interrogazioni scolastiche con il professore più severo: tu studi tutto i giorni prima, le cose le sai, poi vai lì e lui ti fa "Andrea hai studiato?" e tu "Sì", iniziano le domande e non riesci a proferire una sola parola, a posto con 5. Sudditanza psicologica? Può essere.
E' quello che mi è successo ieri, ho sentito il mio nome riecheggiare nell'aria, mi sono avvicinato, mi sono seduto e poi il vuoto: 5 domande facili facili, 5 risposte inutili inutili, stupide stupide, superficiali superficiali, da chi dà proprio l'idea di non aver studiato, che si sente il rumore delle mani sugli specchi. Colpa del professore, colpa mia? Bho; so solo che mi sono fatto schifo, novanta giorni di studi buttati nell'immondizia e un voto del cavolo preso.
Grande delusione, ma non per il voto, per me stesso, per la mia forza di volontà che nemmeno ieri è riuscita a farsi vedere, per le mie aspettative tutte illuse, per i mesi passati a casa convinto di studiare per poi bruciare tutto davanti a uno che nemmeno sa come ti chiami...che palle! DOVEREEra mio dovere.
Seguire l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica è un evento solenne, raro, importante e interessante.
Non si può essere indifferenti anche ad una istituzione come questa, non è politica, è essere cittadini, è essere informati, è attaccamento alla patria...è quello che mi ha insegnato Ciampi.
Già mi manca.
L'avranno detto pure tutti, ma non credo ci sia qualcuno contrario se anch'io dico che è stato il Presidente più amato, il più italiano, il più vicino alla gente; l'ho davvero sempre ammirato, con la sua serietà, la sua professionalità, le sua compostezza, le sue mani sulle bare dei caduti in guerra, le commemorazioni al Milite Ignoto, i suoi 2 Giugno, i suoi 25 Aprile, il suo cantare l'inno, il suo amore per il tricolore, la patria, l'Italia.
Proprio questo mi ha insegnato.
Per questo da Lunedì mi sono attaccato alla televisione e a internet per seguire in diretta le votazioni, anche lo scrutinio di tutte le schede, dovevo e volevo farlo; poi oggi: ore 12.55: annunciato il 507esimo voto e l'applauso scoppia; ore 13.13: viene proclamato ufficialmente nuovo Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Brividi.
Strano? No. Io sono fatto così mi emoziono in questi momenti, mi stanno a cuore, non c'è tempo e motivo per polemizzare sui metodi e su chi è il nuovo Presidente; mi emoziona sentir dire "Proclamo nuovo Presidente della Repubblica...", mi fa sentire parte di questo paese, di questa Nazione, che avrà pure mille difetti, ma resta sempre la MIA Nazione... PROBLEMS & IMAGESSono vivo. Non sembrava, ma è così.
Assenza giustificata dall'enorme quantità di studio che, spinta sotto il tappeto a Marzo, si sta rovesciando tutta insieme da qualche settimana a questa parte e continuerà per svariate altre. Il problema, non nuovo, è che proprio non riesco a tamponarla, e neanche ci provo a farlo... in poche parole non riesco proprio a studiare.
Non so cosa mi sia preso: o mi ritrovo a fissare fuori la finestra o mi accorgo di essermi addormentato.E' terribile. Non è la materia, non è il libro, non sono problemi extra-università, non è un bel niente. E poi la solita paura paurona paurissima che mi attanaglia. Paura di non potercela fare, di arrivare al mio primo orale messo male, di non essere all'altezza, di aver sbagliato tutto. Niente di nuovo sotto il sole, insomma.
A volte, per risollevarmi, penso che sia solo bisogno di riposo, che in fondo è stanchezza, stress, impegni; così mi prendo pause, non di riflessione, di riposo proprio, pause di minuti, ma anche di giorni, come oggi.
Classico primomaggio al prato tra amici, tra brace e salsicce, tra pallone e freccette, tra carte e risiko: la pausa di oggi è andata una favola. Il fatto è che ogni volta che sta per finire una pausa, penso sempre di non essermela goduta, di non essermi riposato, appunto; quindi finisco in paranoia e penso al giorno dopo quando sarò sui libri a pensare che mi servirebbe una pausa...
Così oggi quando mi sono accorto (falsamente) che non mi stavo godendo un bel nulla, prendo l'asciugamano, lo stendo, occhiali su, braccia dietro la testa, sdraiato verso gli ultimi raggi di sole: la pace dei sensi! Come mio solito ho cercato, in quei momenti, di fissarmi tutto in mente, di autoconvincermi che mi stavo godendo la pausa perchè stavo in mezzo al verde, col sole caldo, in pantaloncini, senza pensieri e problemi...e cercando di memorizzare bene tutte queste fantastiche immagini di pace dei sensi, mi sono alzato e mi sono sentito meglio.
Perchè mi piacciono queste paranoie, questi castelli d'aria, questi processi di rinforzo, questo auto-convincermi, mi servono ogni tanto, ecco ogni tanto non sempre... TU CHIAMALE SE VUOI...E' arrivato. E' partito.
Mi ricordo quando ne parlammo; mi ricordo quando ci rimasi di stucco; mi ricordo quanto ci teneva, quanto ci ha sperato, quanto ci ha speso, quanto ci ha sofferto e quanto è stato contento quando lo ha saputo.
Ora è arrivato, ed è partito.
Non è stato un giorno come tanti ieri, almeno non una data come tante: è stato il giorno in cui Michele ha avverato il suo sogno o comunque quello per cui ha sperato, speso, sofferto, gioito; è stato il giorno in cui ha saputo dove dovrà passare una buona parte della sua prossima vita, caserma dell'Aeronautica di Verona.
Appunto mi ricordo quando me ne parlò tanto tempo fa, che voleva entrare in questo corpo, che voleva intraprendere questa carriera, e lo voleva fare davvero, era convintissimo...così in giro per l'Italia per partecipare ai concorsi e alle prove d'ammissione, alcune passate, altre un pò meno, ma un giorno, giocando a pallone, fine estate nell'anno della maturità (l'anno scorso) mi dice "Guarda quella busta.": era la convocazione. Presentarsi alla caserma di Taranto il 9 Gennaio (scorso).
E così è stato; 3 mesi di allenamento e preparazione; 3 mesi di semi-isolamento dal mondo, o almeno da noi che fino al 9 gennaio eravamo la sua vita, ora la sua vita sono Comandanti, armi e anfibi. Qualche telefonata, qualche week-end passato insieme, poi ieri: ore 23.34 partenza per Verona da Taranto Centrale...era arrivato, il giorno tanto sofferto, ed è partito...così impensabile quel giorno quando mi parlò di questa sua scelta così drastica, così incredibilmente lontano.
Invece io ero lì a Pasquetta alla stazione Termini ed ero lì anche l'8 Gennaio scorso sempre a Termini...cavolo che razza di emozioni, belle e brutte insieme, contento per la sua scelta ormai avverata, distrutto per la definitiva lontananza da noi, da questo piccolo borgo, dalle nostre chiacchiere, le nostre corse, biciclettate, uscite, mangiate e da tutto quello che due grandi amici possono fare insieme.
ECCE HOMO"Non abbiate paura: è risorto!" Mt 28, 5-6 |
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